Carlo Nizzo (nizzo@cisi.unito.it)
Università di Torino
Il significato è informazione?
A. L'antropologo Clifford Geertz, fra gli anni sessanta e gli anni ottanta, ha proposto un modello di ricerca antropologica in cui cultura ed evoluzione fisica dell'umanità sono strettamente intrecciate.
Tratti centrali di questa concezione sono l'idea della dimensione pubblica della cultura, e il suo carattere essenzialmente semiotico; l'antropologia, a sua volta, assume lo status di scienza interpretativa.
Da questo punto di vista, anche se Geertz rifiuta esplicitamente di prendere in considerazione il problema dello status ontologico delle entità culturali, esse vengono necessariamente caratterizzate come entità pubbliche e condivisibili, in quanto opposte ad entità o processi interni o privati.
In particolare, assume un carattere indispensabilmente pubblico la nozione di significato: "la cultura è pubblica perchè il significato lo è"(Geertz, 1973).
B. Dan Sperber, nel suo La contagion des idees, tenta l'operazione di salvare i due presupposti centrali di Geertz, il carattere pubblico della cultura e lo status dell'antropologia come scienza interpretativa, attaccando però la sua concezione del significato come entità pubblica.
A questo proposito, egli afferma che:
- a) in una concezione materialista, non c'è posto per significati pubblici;
- b) tutto ciò che si può avere, sono rappresentazioni pubbliche, che servono a trasmettere il significato;
- c) queste rappresentazioni pubbliche sono causate da rappresentazioni private, mentali, e servono a produrre analoghe rappresentazioni mentali in altri individui;
- d) sono queste rappresentazioni private che devono essere identificate col significato.
C.Per parte mia, contesto a Sperber che:
- a) il significato può essere un processo, e non necessariamente un oggetto; dunque, l'idea di significati pubblici è compatibile con una visione materialista;
- b) il concetto di rappresentazione pubblica pone altrettanti problemi di quello di significato;
- c) il significato non necessariamente deve essere assimilato ad informazione contenuta in una rappresentazione mentale, né la sua trasmissione al passaggio di informazione da un cervello ad un altro; è infatti concepibile che:
- vi sia una grande varianza di informazione tra la rappresentazione mentale di un individuo e quella "analoga" di un altro individuo;
- che tali rappresentazioni, nella loro variabilità, svolgano però l'identica funzione di permettere all'individuo di accedere a certi processi pubblici che, nel loro insieme, sono da identificare col significato;
- d) dunque, se si assume che il significato non debba essere necessariamente identificato con l'informazione posseduta o trasmessa da un cervello,
- viene meno la necessità di identificare il significato con le rappresentazioni mentali interne,
- così come quella di supporre che la identitàdi significato corrisponda identità di rappresentazione mentale.
D. Le mie conclusioni sono dunque che:
- a) lo status pubblico del significato è compatibile con un'ontologia materialista;
- b) La concezione privata del significato non offre, in realtà, vantaggi di semplicità in un contesto materialista.
Bibliografia:
Geertz, Clifford, The interpretation of cultures, New York, Basic Books, 1973
Sperber, Dan, La contagion des idées, Paris, Odile Jacob, 1996
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