Note a "Panpsichismo"

1. Un altro filosofo presocratico che si dice abbracciasse il panpsichismo per ragioni simili nella forma a quello di Talete (cioè tramite analogia senz’altro con la generazione del movimento) è Anassimene (la cui datazione prima del VI secolo a.C. è incerta), il quale identificava l’ “aria” (o “respiro”) con l’anima o la mente, rendendo così la mente ubiqua.

 

2. Empedocle è talvolta considerato un panpsichista per via del ruolo universale di Amore e Odio (vedi Edwards 1967, per esempio) ma sembra che ci sia poco riguardo al mentale nelle sue teorie, che sono piuttosto simili rispettivamente alle forze di aggregazione e disaggregazione (vedi Barnes 1982: 308 ss.).

 

3. La distinzione è stata ulteriormente sviluppata in seguito da John Locke, che ha coniato i termini di qualitĂ  “primaria” e “secondaria”.

 

4. A differenza di Cartesio, Galileo concepì l’anima in termini aristotelici, come principio di animazione del corpo (corpo sensitivo). Vedi Ben-Yami 2015: capitolo 3 per ulteriori discussioni sul tema.

 

5. Sebbene filosoficamente marginale, vale la pena menzionare una figura significativa a livello intellettuale e influente come esempio di un panpsichista del XX secolo, cioè Teilhard de Chardin (1881-1955). Questo poliedrico mistico e cattolico romano abbracciava una sorta di anima del mondo (abbracciando così quella che Hartshorne chiamava una forma “sinecologica” di panpsichismo), che ha chiamato la “noosfera”, e ha esortato a sostituire la vecchia concezione della materia e della mente con una nuova nozione di “materia-spirito”. La noosfera è il culmine dell’evoluzione della coscienza (che è una continuazione dell’evoluzione biologica). Ma per evitare la discontinuitĂ  dell’emergentismo, de Chardin ha abbracciato il panpsichismo.

 

6. Per una chiara introduzione e difesa del panpsichismo di Whitehead, si veda Griffin (1998); un’altra interpretazione, e rielaborazione panteistica, può essere trovata negli scritti di Charles Hartshorne (1897–2000), ad esempio, in Hartshorne 1972.

 

7. La maggior parte delle persone fa risalire questo modo di definire la coscienza a Nagel (1974), sebbene compia prima in Sprigge e Montefiore (1971).

 

8. Chalmers definisce il panpsichismo costitutivo come la teoria secondo cui la coscienza a livello macrofisico è costituita da coscienza a livello microfisico, ma ciò esclude il cosmopsichismo (discusso in seguito) come una forma di panpsichismo costitutivo.

 

9. Vedi McLaughlin (1992) per una buona discussione sulle forme di emergentismo non panpsichiste.

 

10. Il termine “proto-fenomenico” viene da Chalmers (1996).

 

11. Sto assumendo implicitamente una comprensione abbastanza standard del fisicalismo, secondo la quale è condizione necessaria per la sua veritĂ  che la realtĂ  fondamentale manchi di caratteristiche mentali o proto-mentali, vedi, ad esempio, Goff 2017: capitolo 2. La definizione di fisicalismo è contestata; si veda Ney 2008 per una buona panoramica delle opzioni disponibili. Galen Strawson (2006a) adotta una definizione molto piĂą ampia di fisicalismo, e quindi si riferisce al suo panpsichismo come una forma di “fisicalismo”.

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12. Shani (2015) difende una teoria secondo la quale le menti umane e animali sono parzialmente fondate sui fatti riguardanti il ​​cosmo.

 

13. Si veda Nagasawa (di prossima pubblicazione) per un esame delle interconnessioni tra panpsichismo e panteismo.

 

14. Il monismo russelliano ha precedenti storici in Schopenhauer e Leibniz, come discusso sopra.

 

15. Questa è una difesa abbastanza standard del monismo russelliano, ad esempio, Chalmers 2015, Goff 2017: capitolo 6. Howell 2014 tenta di rispondere.

 

16. Il monismo russelliano è normalmente considerato una forma di panpsichismo / panprotopsichismo costitutivo. Tuttavia, esistono delle forme emergentiste. Contrariamente a quanto ho detto nell’ultima frase del corpo principale del testo, i monisti russelliani emergentisti avrebbero cercato di spiegare l’emergenza causale piuttosto che il fondamento della coscienza umana. A causa di questa differenza, non è chiaro se i monisti russelliani emergentisti siano in grado di conciliare la causalitĂ  mentale con la chiusura causale del mondo fisico. Per ulteriori discussioni, si vedano Chalmers 2015 e Goff 2017: capitolo 6.

 

17. Per spiegazioni filosofiche dettagliate del problema della coscienza, si vedano Chalmers 2009 e Goff 2017.

 

18. Se, come credono la maggior parte dei panpsichisti emergentisti, la produzione di coscienza a livello macrofisico dalla coscienza di livello microfisico è un processo intelligibile (nel senso che la comprensione della natura delle proprietĂ  di livello microfisico consentirebbe di prevedere l’emergere di un macro-livello di coscienza), allora la coscienza di livello macrofisico risultante non sarebbe “emergente” per come intesa da Nagel.

 

19. I cosmopsichisti costitutivi non dovrebbero considerarsi come impegnati nell’emergenza radicale, fintanto che i fatti sulle parti del cosmo sono fondati in modo intelligibile su fatti riguardanti il ​​cosmo nel suo insieme.

 

20. Paul Edwards (1967) ha diviso gli argomenti a favore del panpsichismo in due grandi categorie: genetici e analogici.

 

21. Mørch (2014, di prossima pubblicazione) sostiene che la nostra idea di causalità proviene dalla coscienza, e quindi la utilizza come base per un argomento a favore del panpsichismo.

 

22. Un precedente storico per il problema della combinazione si può trovare in Lucrezio ([c. 50 BCE] 2007) e Clarke ([1707-18] 2011).

 

23. Basile (2010) presenta una preoccupazione simile per quanto riguarda la possibilitĂ  di combinazione mentale. Roelofs (2016) risponde a entrambi questi argomenti. Montero (2016) e Goff (2017: capitolo 7) rispondono all’argomento di Coleman.

 

24. Roelofs (2015: 59–72 e 103–116) si oppone alla concepibilità degli zombi micro-esperienziali.

 

Note al supplemento

 

 
1. Strawson non è felice di accettare l’esistenza di leggi contingenti, il che in parte motiva il suo argomento discusso nella sezione “L’argomento contro l’emergenza”.

 

2. Questo problema è probabilmente affrontato anche dal panpsichismo emergentista che postula leggi di natura brute. Se queste devono spiegare la produzione della coscienza a livello macrofisico, perché non postulare semplicemente leggi brute che collegano proprietà non fenomeniche a proprietà fenomeniche a livello macrofisico?

 

27. Si veda anche la discussione di Roelofs (2016) sulla condivisione delle esperienze in relazione alla somma dei soggetti, una possibile soluzione di cui non avremo spazio per discutere qui.

 

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