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Brains, Persons, and Society *** ABSTRACTS Cervelli, Persone e Società ***ABSTRACTS |
Stefania Centrone
Scuola Normale Superiore, Pisa
La lettura della LV96
è un passaggio obbligato per comprendere
appieno la genesi dell’oggettivismo logico husserliano. La sfera
puramente
logica è già qui accuratamente distinta da quella
psicologica: viene isolato un
universo di ‘entità in sé’ o ‘entità semantiche’ i
cui rapporti costituiscono
l’oggetto proprio della logica formale; vengono inoltre studiati sia i
rapporti
che intercorrono tra questi oggetti semantici e le entità
concrete (espressioni
linguistiche, rappresentazioni soggettive, giudizi) per mezzo dei quali
li
cogliamo sia, ancora, alcune importanti relazioni mereologiche come
quella
della dipendenza tra oggetti
applicata al campo del
significato. Se la corrispondenza contenutistica tra le Lezioni e i Prolegomeni è minima, limitandosi di fatto alle lezioni
introduttive, evidente quanto significativa è invece la
connessione con
Oggetto
specifico del nostro contributo è la sezione sulle inferenze,
di grande interesse non solo da un punto di vista epistemologico
generale (è
qui già ben visibile sia l’idea che la logica come unità
teoretica cade al di
sotto delle leggi che essa stessa pone, sia l’idea che le leggi
puramente
logiche abbracciano «comprensivamente» ogni scienza, nel
senso che
costituiscono il meccanismo puramente deduttivo di tutte le teorie), ma
anche
da un punto di vista più squisitamente logico-formale. Convinto
che Bolzano non
sia riuscito a sviluppare in tutta la loro ricchezza le intuizioni
leibniziane
sulla mathesis universalis,
soprattutto che egli non abbia compreso appieno la possibilità
di una
trattazione algebrica dei costrutti
logici analoga a quella dei costrutti matematico-formali (anche se nei Prolegomeni dichiarerà espressamente che
«la logica come scienza deve essere costruita a partire
dall’opera di Bolzano»,
che da essa «la logica deve imparare tutto ciò di cui ha
bisogno: la
sottigliezza matematica delle distinzioni, l’esattezza matematica nelle
teorie») Husserl assume per sé questo compito e, nella
terza sezione di LV96,
presenta in primo luogo, con ricchezza di dettagli, una
‘teoria formale delle inferenze
proposizionali’ organizzata assiomaticamente e – come cercheremo di
mostrare –
sorprendentemente vicina ai futuri calcoli logici “alla Hilbert”. A
questa fa
seguire un abbozzo di ‘teoria formale
delle inferenze concettuali’, il cui oggetto inteso è costituito
dalle leggi
generali «che si fondano nei concetti di oggetto
e concetto, che valgono per oggetto e
concetto in quanto tali». Più
precisamente, la teoria mira a
caratterizzare le leggi generali che si basano in primo luogo sulla
fondamentale relazione, espressa linguisticamente dalla predicazione,
che sussiste tra un oggetto e un concetto quando
quell’oggetto ‘cade sotto’ quel concetto, e in secondo luogo sulla
relazione di
subordinazione tra concetti. Mentre
l’intento della teoria è ben
chiaramente espresso, l’abbozzo di formalizzazione che Husserl presenta
è
notevolmente più scarno e assai meno dettagliato di quello della
teoria delle
inferenze proposizionali. Dal punto di vista strettamente formale
ciò che ne
risulta è – come mostreremo – sostanzialmente niente altro che
una porzione
della “teoria delle classi”.