| |
Brains, Persons, and Society *** ABSTRACTS Cervelli, Persone e Società ***ABSTRACTS |
Altrove
ho presentato le linee essenziali di un argomento in difesa della
nozione di individualità
essenziale, in quanto nozione indispensabile alla corretta descrizione
delle
condizioni di identità e del modo di esistenza caratteristico
delle persone. In
base a questo argomento, in effetti, le principali impasses della
filosofia
contemporanea, in particolare le conseguenze imbarazzanti tanto di un
dualismo
ontologico quanto di un monismo, in una qualunque delle quasi non
numerabili
versioni dell’uno e dell’altro, discendono dall’erroneità
dell’ontologia di
base accettata da entrambe le grandi classi di teorie per quanto
riguarda la
categoria ontologica di individuo, troppo debole per distinguere, sia nella classe dei particolari concreti sia in
quella dei particolari astratti, gli enti la cui unità numerica
non implica
l’unicità in linea di principio dagli enti la cui unità
numerica implica invece
l’unicità in linea di principio, o Enti Leibniziani (Varzi
(2004) Runggaldier
(2000)
Riassumerò
le linee principali di questa argomentazione ontologica, per
concentrarmi però
sulla terza delle caratteristiche fenomenologiche ontologicamente
fondate di cui il modello di persona che difendo
dovrebbe rendere conto: dopo unicità e profondità, la
caratteristica di cui
intendo occuparmi più specificamente in questo paper è
quella che chiamo
“inizialità”. Un neologismo questo che
vuole designare il potere di dar inizio a qualcosa, sintetizzando in
una sola
parola due aspetti diversi ma correlati di questo potere, che potremmo
chiamare
iniziativa e creatività.
Questa
caratteristica corrisponde alla definizione, che accetto dalla
tradizione
fenomenologica e di cui mi propongo appunto di definire il
corrispettivo
ontologico, di persona come soggetto
d’atti. L’obiettivo della
ricerca intorno ai fondamenti ontologici di questa caratteristica
è quello di
mostrare non più soltanto l’irriducibilità ontologica, ma
anche
l’irriducibilità causale della persona rispetto al suo sostrato
neurobiologico.
Si tratta di mostrare come l’agente possa essere portatore
di poteri causali nuovi (oltre che di nuove condizioni
di identità e di esistenza) rispetto a quelli caratteristici
degli enti dello
strato di realtà su cui la persona è nella nostra ipotesi
fondata, ma cui non è
riducibile (secondo, appunto, la nostra ipotesi di non
riducibilità non solo
ontologica, ma anche causale). In effetti altre prospettive con le
quali pur la
nostra ipotesi simpatizza (Baker 2000) risultano troppo sbilanciate su
coscienza e prospettiva di prima persona rispetto all’insieme delle
capacità
che fanno di una persona un agente
razionale e libero, vale a dire capace di agire in
base a ragioni e idoneo
ad essere ritenuto responsabile delle sue azioni (Pettit 2005),
(Searle
2005). D’altra parte, ampiamente insufficiente risulta anche la
riduzione della
proprietà ontologica di personalità a un ruolo sociale,
vale a dire a uno
status conferito sulla base dell’intenzionalità collettiva che
attribuisce, in
determinati contesti, status e ruoli a oggetti fisici, trasformandoli
in
oggetti sociali. Sono accertabili i limiti della nozione di
intenzionalità
collettiva: limiti rilevati da Smith (2003) e Ferraris (2005), senza
per questo
che la problematica sottostante ne sia affatto esaurita.
Proporrò quindi una difesa di una
nozione rinnovata di
causalità dell’agente come potere di
trasferire efficacia causale a cause insufficienti o motivi. Questa
difesa
comporta l’introduzione di tre distinzioni correlate: quella fra atto e
funzione; quella fra causa e motivo; quella fra serie di
stati e vita
personale. Il paper dovrebbe concludersi
con una giustificazione della definizione (provvisoria) di
persona come
un trasformatore di circostanze in
destino personale, che apre una nuova prospettiva sul problema
dell’identità personale attraverso il tempo.
M.
De Caro e D. Macarthur, (2005), c. di, La
mente e la natura – Per un naturalismo liberalizzato, Fazi, Roma
2006
E.
Runggaldier (2000), Che cosa sono le
azioni? Un confronto filosofico con il naturalismo, Vita e
pensiero, Milano
E.
Runggaldier, C. Kanzian, (2002), Problemi
fondamentali dell’ontologia analitica, Vita e pensiero, Milano
R.
De Monticelli, La persona e la questione
dell'individualità, "Sistemi intelligenti", Anno XVIII; .33,
dic.
2005, pp.419-445.
Idem , Subjectivity and
Essential Individuality - A Dialogue with Peter Van Inwagen and Lynne
Baker,
“Phenomenology and Cognitive Science”, 2006
Ferraris, M., (2005), Dove sei? Ontologia del
telefonino,
Milano, Bompiani
J.R.
Searle, (1996), La costruzione della
realtà sociale, Ed. di comunità, Milano
Baker,
L. (2000), Persons
and Bodies: A Constitution View (