| |
Brains, Persons, and Society *** ABSTRACTS Cervelli, Persone e Società ***ABSTRACTS |
Margherita Di Stasio
L’affidabilismo
di Alvin Plantinga fra teleologia e
naturalizzazione epistemologica
La
parte fondamentale della sua opera è costituita da un ciclo di
tre
libri sul tema
della garanzia che ha preso l’avvio dalle Gifford Lectures da lui
tenute presso
l’università di Aberdeen. Secondo le linee centrali e
paradigmatiche della
nozione di garanzia proposta da Plantinga, una credenza C ha garanzia
se e
solo se: le facoltà cognitive implicate nella produzione di C
funzionano appropriatamente;
l’ambiente cognitivo è sufficientemente simile a quello per
cui le facoltà sono state progettate; il segmento di progetto
che
governa la
produzione di questa credenza ha come scopo la produzione di credenze
vere;
il progetto è valido, cioè c’è un’alta
probabilità statistica o
obiettiva che
una credenza prodotta in accordo con rilevanti segmenti di progetto in
questo
tipo di ambiente sia vera.
Le nozioni di funzionamento appropriato e progetto,
abbastanza chiare se applicate ad artefatti, non lo sono altrettanto se
applicate ad organismi naturali e a loro parti. Ed è qui che la
costruzione epistemologica
plantinghiana incontra la teleologia: dal punto di vista teistico
c’è
un progettista conscio e intenzionale, che ha concepito gli organismi e
quindi anche gli esseri umani, Dio. Plantinga si chiede se la
concezione di garanzia
da lui tracciata costituisca un tipo di epistemologia naturalizzata. I
filosofi analitici della religione, e quindi anche Plantinga, pur
rifacendosi in
vari gradi al naturalismo metodologico, sembrano rifiutare il
naturalismo tout
court. Il maggior problema che questo orientamento porta con sé,
in ambito
religioso, è l’accettazione del darwinismo che pone seriamente
in
discussione il
ruolo di un progettista conscio come il Dio cristiano. Si vengono a
contrapporre un disegno provvidenziale ideato e guidato da un essere
personale con
tutte le perfezioni ed un meccanismo cieco come quello proposto da
Darwin. Plantinga afferma che in realtà il modo più
plausibile per
pensare alla
garanzia da un punto di vista teistico è in termini di
epistemologia
naturalistica, perché
il naturalismo in epistemologia fiorisce meglio in un contesto di
supernaturalismo metafisico.
Scopo di questo paper non è tanto entrare nel
merito della già ampliamente discussa naturalizzazione
plantinghiana, quanto
- pur sostenendo che Plantinga opera una naturalizzazione moderata di
stampo goldmaniano - mostrare come l’affidabilismo svolga un ruolo
assolutamente
centrale, per quanto spesso sottovalutato, nella teoria della
conoscenza
proposta da Plantinga. Questo comporterà una ulteriore
problematizzazione del
pensiero di questo già ampliamente controverso fisolofo. Si
sosterrà,
che se da un lato la matrice affidabilista è il tratto che
consente di
accostare la teoria di Plantinga a certo tipo di naturalismo,
costituisce altresì
l’elemento che segna la via maestra che lo conduce alla teleologia e a
sostenere
il supernaturalismo metafisico. A questo fine si puntualizzeranno i due
elementi fondamentali della garanzia plantinghiana, ovvero i concetti
di
proper function e design plane mostrando come il funzionamento
appropriato, la
cui definizione richiede un appello al naturalismo metodologico, sia
strettamente
conesso all’affidabilità del processo cognitivo e appunto la
necessità di
garantire quest’affidabilità porti all’introduzione di un
progettista conscio.