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Brains, Persons, and Society *** ABSTRACTS Cervelli, Persone e Società ***ABSTRACTS |
i.
monismo: è possibile,
almeno in linea di principio, trovare un unico
criterio morale (nella forma, ad esempio, di un’affermazione che
specifica
un’unica proprietà – ad esempio, la
capacità di produrre piacere– in virtù della quale certe azioni, situazioni o tratti del carattere – d’ora in poi
AST – sono
moralmente rilevanti);
ii.
completezza: tale criterio
morale è capace (ancora, almeno in linea di principio) di
indicare sempre la condotta moralmente corretta.
1.
dilemmi o
conflitti morali
(vs. i.): molte
delle situazioni concrete presentano differenti
aspetti moralmente salienti, e tali aspetti richiamano più
principi, e principi spesso opposti.
In casi del genere, decidere facendo appello ad un solo
principio etico significa sacrificare la ricchezza della
realtà, nonché trascurare la rilevanza morale di aspetti
che sono invece
ovviamente rilevanti – come viene testimoniato dal rincrescimento che
gli
agenti manifestano quando sono costretti a compiere una sola di due
azioni
egualmente doverose o buone. Il monismo normativo è – o
presuppone – una
descrizione impoverita e insufficiente dei tratti moralmente salienti
della
realtà. Di conseguenza,
2.
buck passing
view:
la proprietà di essere moralmente rilevante è una mera
proprietà formale, vale
a dire è la proprietà di secondo livello di avere tutte
le altre proprietà che
di volta in volta contribuiscono alla rilevanza morale di un AST nel
contesto
dato. La proprietà di essere moralmente rilevante è la
proprietà di avere la
proprietà di essere capace di produrre piacere, di essere
conforme
all’eguaglianza distributiva, di essere conforme al merito, di essere
confacente alle relazioni significative fra gli agenti …. Di
conseguenza, non
c’è nessuna proprietà comune, data una volta per tutte,
delle AST moralmente
rilevanti – a parte la proprietà di essere moralmente rilevante.
Ci possono
essere svariati principi morali, che corrispondono alle
proprietà che di volta
in volta rendono una AST moralmente saliente. Ma siccome non c’è
nessuna
proprietà comune che raggruppi i casi di salienza morale, non
può esserci
nessun principio morale unico.
Il pluralismo
dei tratti moralmente rilevanti si può spiegare ammettendo il
Particolarismo,
articolato in:
3.
incodificabilità: le proprietà
che, in un contesto dato, possono essere moralmente rilevanti – o
contribuire
alla rilevanza morale di un AST – sono
infinite. Di conseguenza, non solo non c’è una proprietà
comune a tutti i casi
di rilevanza morale: non esiste neanche una proprietà che sia sempre moralmente rilevante – o
contribuisca sempre alla rilevanza morale. Di conseguenza,
variabilismo: le proprietà
moralmente salienti
funzionano in maniera variabilista
rispetto al contesto (più precisamente: la
loro salienza morale funziona così): la medesima
proprietà – ad esempio, la
capacità di produrre piacere – può, in contesti anche di
poco differenti, avere
rilevanza morale opposta, o non averne affatto. Di conseguenza, non
è possibile
avere una teoria morale completa: non esiste nessuna proprietà
di AST che sia di necessità sempre dotata di
rilevanza
morale.
Vs. variabilismo:
il variabilismo richiede che la realtà abbia proprietà
“spesse” (come “essere
piacevole” quando sia inteso come non riducibile ad episodi cerebrali
di
elettrostimolazione) le quali rimangono fisse ma mutano la loro
rilevanza
morale. E’ più plausibile pensare che ci siano proprietà
“spesse” che hanno
sempre la stessa rilevanza morale, ma possono sparire o comparire dalla
struttura che costituisce una certa situazione. In caso sadismo non
c’è piacere
che ha perduto la consueta rilevanza morale positiva, ma una
proprietà diversa
che è la crudeltà.
Vs. pluralismo:
che la realtà morale ci appaia costituita da svariate
caratteristiche
moralmente salienti non implica che la loro rilevanza sia primitiva.
Essa potrebbe derivare dalla rilevanza di altre
proprietà più fondamentali, e si potrebbe scoprire che
c’è una sola proprietà moralmente
rilevante che
sta alla base della rilevanza secondaria, e apparente, dei tratti della
realtà
che ci colpiscono. Se sono falsi variabilismo e
incodificabilità, non è detto
che la realtà là fuori sia multiforme come i nostri
giudizi morali: questi
ultimi potrebbero essere delle rappresentazioni solo imperfette – che
non
rintracciano adeguatamente le vere proprietà moralmente
rilevanti. Di
conseguenza, il rincrescimento degli agenti non può
automaticamente essere
preso come segno di un dato di fatto reale. Potrebbe essere solo un
pregiudizio.