Brains, Persons, and Society *** ABSTRACTS
   Cervelli, Persone e Società ***ABSTRACTS





Pietro Perconti
Dip. di scienze cognitive, Univ. di Messina

Due tipi di autocoscienza

 In questo intervento vorrei articolare la nozione di “autocoscienza” in due parti. Vorrei mostrare come i risultati della scienza cognitiva spingano a modificare la visione intuitiva di cosa vuol dire essere autocoscienti e come la filosofia possa approfittare di ciò per condurre la propria analisi in modo più avvertito. Le due parti in cui credo sia utile articolare la nozione di “autocoscienza” sono il riconoscimento di sé e il ragionamento riflessivo. Il riconoscimento di sé è probabilmente la forma di consapevolezza più vecchia dal punto di vista evolutivo. Essa richiede che il soggetto sia capace di riferirsi a se stesso per tramite di una rappresentazione riflessiva, tipicamente una rappresentazione del proprio corpo. Riconoscere la propria immagine è la forma più tipica di questo tipo di consapevolezza. Altre forme sono il riconoscimento della propria voce, delle diverse parti del proprio corpo, del proprio odore o della ruvidezza della propria pelle. Il ragionamento riflessivo è una forma molto più complessa di autocoscienza, che consiste nell’esercizio della capacità di fare inferenze tra concetti che si riferiscono a chi li intrattiene, ossia nella capacità di considerare il ruolo che un certo concetto ha all’interno della rete riflessiva in cui si trova.

La principale argomentazione a sostegno della genuinità della distinzione proposta consiste nel mostrare che le due capacità possono presentarsi isolatamente e che sono elaborate in regioni cerebrali diverse. Ci sono casi in cui si dà il riconoscimento di sé senza ragionamento riflessivo e casi in cui accade il contrario. Tra i casi in cui vediamo la capacità di riconoscersi senza che vi sia anche quella di articolare riflessivamente il ragionamento spicca quello degli altri animali. Una tradizione di ricerca più che trentennale, inaugurata da Gallup (1970), ha mostrato come alcuni animali siano in grado di riconoscere la propria immagine allo specchio. Sembrano esibire tale capacità gli scimpanzè, i bonono, gli oranghi, forse i delfini (Gallup et al. 2002; Bekoff e Sherman 2004). A fronte di tali capacità non sembra possibile attribuire agli stessi animali anche la capacità di ragionare su se stessi. I bambini piccoli forniscono un’altra evidenza. Quando le capacità di ragionamento riflessivo non sono in essi ancora pienamente sviluppate, la loro capacità di riconoscersi allo specchio è già matura (Rochat e Striano 2002). D’altra parte ci sono casi in cui il ragionamento riflessivo funziona regolarmente mentre è danneggiato il riconoscimento di se stessi (Damasio 1999). In questo genere di casi sono inclusi la prosopagnosia, la auto-prosopagnosia selettiva e il limb denial.

Altre evidenze a sostegno della tesi che il riconoscimento di sé e il ragionamento riflessivo sono due parti distinte dell’autocoscienza provengono dagli studi di visualizzazione cerebrale che mostrano come le due capacità sono diversamente localizzate nel cervello. Mentre il riconoscimento di sé è localizzato nell’emisfero destro, soprattutto nelle aree della corteccia premotoria e della corteccia prefrontale e frontale (Ehrsson et al. 2004; Keenan 2003), il ragionamento riflessivo – legato soprattutto alla capacità di articolare il discorso interiore – è localizzato nel giro anteriore frontale e nelle regioni anteriori e posteriori frontali dell’emisfero sinistro (Morin 2005).

Tenterò di mostrare come la differenza tra riconoscimento di sé e ragionamento riflessivo non sia riducibile ad altre distinzioni presenti in letteratura e come si riveli utile per affrontare numerose questioni nello studio della coscienza, tra cui soprattutto i problemi della filogenesi e dell’ontogenesi della consapevolezza di sé.

 
Bekoff, M.; Sherman P. W. (2004), Reflections on animal selves, “Trends in Ecology and Evolution”, 19, 176-80.

Damasio, A.R. (1999), The Feeling of What Happens: Body and Emotion in the Making of Consciousness, Harcourt.

Gallup, G. (1970), Chimpanzees: Self-recognition, “Science”, 167, 86-87.

Gallup, G.; Anderson, J. R.; Shillito, D. J. (2002), The Mirror Test, “The Cognitive Animal: Empirical and Theoretical Perspectives on Animal Cognition”, ed. by M. Bekoff et al., MIT Press.

Ehrsson, H.H et al. (2004), That's my hand! Activity in premotor cortex reflects feeling of ownership of a limb, “Science”, 6, 305, 875-77.

Keenan, J.P. (2003), The Face in the Mirror: The Search for the Origins of Consciousness, HarperCollins.

Morin, A. (2005), Possible links between self-awareness and inner speech: Theoretical background, underlying mechanisms, and empirical evidence, “Journal of Consciousness Studies”, 12, 115-134.

Rochat, P.; Striano, T. (2002), Who’s in the Mirror? Self–Other Discrimination in Specular Images by Four- and Nine-Month-Old Infants, “Child Development”, 73, 1, 35-46.